Mediatore familiare
Ricostruire il dialogo per trovare la strada

Quando una relazione di coppia si scioglie, è facile che il legame tra i genitori si incagli nel risentimento, nel senso di colpa, nella paura o nella competizione. Eppure, anche dopo la fine dell’amore, rimane una responsabilità condivisa: quella di accompagnare i propri figli nella vita, con cura, coerenza e serenità. La mediazione familiare nasce da questa consapevolezza: essere genitori non finisce con la separazione. Il mio ruolo, in qualità di mediatore familiare, è quello di accompagnare: una presenza neutrale che crea le condizioni per far sì che il dialogo possa ridestarsi, anche là dove sembrava impossibile. Il conflitto è parte della vita e spesso porta con sé domande importanti. La mediazione non cancella il conflitto, lo trasforma: da ostacolo a occasione per riscoprire una forma possibile di cooperazione genitoriale, fondata sul rispetto, la responsabilità condivisa e la cura comune.

Attraverso un ascolto attento ed una guida non direttiva, aiuto le parti a:
1
riconoscere ciò che ancora le unisce come la cura per i figli, il desiderio del loro benessere
2
esprimere bisogni e timori senza attaccare l’altro
3
superare fraintendimenti radicati nel tempo
4
costruire accordi pratici ad esempio sull’affidamento, la comunicazione, la scuola, il tempo insieme, che siano sostenibili nel tempo.
In questo percorso, il mediatore familiare aiuta a ritrovare la capacità di cercare insieme delle risposte. Perché ciò che conta, più di ogni accordo scritto, è che i figli possano continuare a sentirsi figli senza dover scegliere, nascondere o mediare loro stessi tra due mondi divisi.
